Guida Tecnica alla Coltivazione Indoor: 10 passi dai Fondamenti al Raccolto
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1.La Genetica: L'Architettura del Successo
La coltivazione inizia ben prima della semina: inizia con la scelta della genetica. Selezionare la genetica giusta non è solo una questione di gusto, ma di compatibilità con il vostro ambiente di coltivazione (spazio, altezza, metodo).
Genotipo e Fenotipo: È fondamentale comprendere che mentre il genotipo è il codice genetico ereditato, il fenotipo è l'espressione fisica di quel codice influenzata dall'ambiente. In spazi indoor, la stabilità genetica è cruciale per avere piante uniformi.
Fotoperiodiche vs Autofiorenti: – Fotoperiodiche: Richiedono un cambio del ciclo di luce (12/12) per fiorire. Offrono il massimo controllo: potete tenerle in fase vegetativa finché la struttura non è perfetta. Ideali per tecniche come SCROG o Main-lining. – Autofiorenti: Non dipendono dalla luce per fiorire ma dall'età (solitamente 3-4 settimane). Sono perfette per cicli rapidi e spazi ridotti, ma perdonano meno gli errori: ogni giorno di stress è un giorno perso che non si può recuperare allungando la vegetativa.
Indica vs Sativa: Per l'indoor, le varietà a predominanza Indica sono spesso preferite per la loro struttura a cespuglio e internodi corti. Le Sativa pure possono triplicare in altezza durante la fioritura, diventando difficili da gestire senza un'adeguata altezza verticale.

2. Il Substrato e l'Apparato Radicale
Il substrato non è solo un supporto; è l'interfaccia tra la nutrizione e la pianta.
Sistemi Idroponici: In un contesto urbano e moderno, l'idroponica massimizza l'efficienza. L'uso di substrati inerti come argilla espansa, lana di roccia (rockwool) o perlite permette un'ossigenazione radicale superiore. Più ossigeno alle radici significa una crescita esplosiva e un metabolismo accelerato.
Gestione del pH del Substrato in idroponica: Il pH della zona radicale deve essere mantenuto tra 5.5 e 6.5. Valori fuori da questo range causano il "blocco dei nutrienti" (lockout), dove la pianta non riesce ad assorbire elementi presenti, portando a carenze anche se si sta fertilizzando.

3. Illuminazione: Lo Spettro e l'Intensità (PPFD)
La luce è il motore della fotosintesi. Non basta che sia "forte", deve essere della qualità giusta.
– Tecnologia LED Full Spectrum: I moderni LED offrono uno spettro completo che simula la luce solare, ma con picchi ottimizzati. – Fase Vegetativa: Necessita di luce con una forte componente blu (400-500 nm) per stimolare la crescita di fusti robusti e fogliame denso, mantenendo gli internodi corti. – Fase di Fioritura: Richiede uno spettro spostato verso il rosso e il rosso lontano (660-730 nm), che stimola la produzione di ormoni della fioritura e l'allungamento cellulare dei calici. – PPFD (Densità di Flusso Fotonico): Per una crescita ottimale senza arricchimento di CO2, mirate a 400-600 µmol/m²/s in vegetativa e 800-1000 µmol/m²/s in fioritura.
4. Parametri Ambientali: VPD e Clima
Il controllo del clima va oltre il semplice termometro. Il concetto chiave è il VPD (Vapor Pressure Deficit), ovvero la differenza tra la quantità di umidità nell'aria e quella che l'aria potrebbe contenere a saturazione.
– Vegetativa: Temperatura 24-28°C, Umidità Relativa (UR) 60-70%. Un VPD basso (0.8-1.0 kPa) permette agli stomi di rimanere aperti, massimizzando la traspirazione e la crescita. – Fioritura: Temperatura 20-26°C, UR 40-50%. Un VPD più alto (1.2-1.5 kPa) aiuta a prevenire muffe e stimola la produzione di resina come difesa contro la disidratazione. – Ricambio d'Aria: È essenziale un estrattore che ricambi il volume d'aria della growbox ogni 3-5 minuti per rifornire CO2 e rimuovere calore.

5. Germinazione e Plantula
La fase più delicata. L'obiettivo è un alto tasso di successo.
– Metodo del tovagliolo o Jiffy: Mantenere i semi al buio, umidi (non zuppi) e al caldo (22-25°C). – Trapianto: Appena la radice a fittone emerge, posizionare nel substrato con la radice verso il basso. In questa fase, le plantule non hanno bisogno di nutrienti; l'acqua a pH regolato è sufficiente. L'errore più comune è l'eccesso d'acqua (overwatering) che soffoca le giovani radici.

6. Nutrizione e Chimica
Le piante di cannabis hanno fabbisogni specifici che cambiano nel tempo.
Macronutrienti (NPK): – Azoto (N): Fondamentale in vegetativa. Carenza: ingiallimento delle foglie basse. – Fosforo (P): Vitale per radici e fiori. Carenza: steli viola, crescita lenta, macchie scure sulle foglie. – Potassio (K): Regola la traspirazione e la densità dei fiori.
Micronutrienti e Cal-Mag: Sotto luci LED intense, il metabolismo della cannabis accelera, aumentando la richiesta di Calcio e Magnesio. Una carenza di Magnesio si mostra con clorosi intervenale (foglie gialle con vene verdi) e punte verso l'alto.
EC (Elettroconduttività): Iniziate con EC bassa (0.8 mS) aumentando gradualmente fino a 1.8-2.2 mS in piena fioritura. Se vedete le punte delle foglie bruciate, state sovraconcimando.
7. Training e Gestione della Chioma
Per massimizzare la resa indoor, bisogna manipolare la forma della pianta affinché la luce colpisca ogni sito floreale.
– LST (Low Stress Training): Piegare delicatamente i rami e legarli per esporre i siti inferiori alla luce senza stressare la pianta. – Topping (Cimatura): Tagliare la punta apicale per dividere la crescita in due rami principali, creando una struttura a cespuglio invece che ad albero di Natale. – Defoliazione: Rimuovere le grandi foglie prendisole che ombreggiano i fiori inferiori, specialmente prima dello switch in fioritura e alla 3ª settimana di fioritura.

8. La Fioritura
Il cambio di fotoperiodo a 12/12 innesca la fase ormonale riproduttiva.
– Stretch (Allungamento): Nelle prime 2-3 settimane di fioritura, la pianta può raddoppiare la sua altezza. Continuate a gestire l'altezza delle luci. – Sviluppo dei Tricomi: Dalla 4ª settimana, la produzione di resina aumenta. I tricomi ghiandolari contengono i cannabinoidi e i terpeni. È fondamentale abbassare l'umidità (<50%) per evitare la Botrytis (muffa grigia) che può distruggere il raccolto in pochi giorni.

9. Il Lavaggio (Flushing)
Due settimane prima del raccolto presunto, si sospende la fertilizzazione.
– Tecnica: Irrigare solo con acqua a pH bilanciato. Questo costringe la pianta a consumare le riserve di nutrienti accumulate nelle foglie. – Risultato: Le foglie ingialliranno (senescenza), il che è positivo. Un corretto flushing garantisce un prodotto finale dal sapore pulito, senza retrogusti chimici o "pizzicore" in gola, e una cenere bianca durante la combustione.

10. Raccolta e Concia (Curing)
La coltivazione non finisce col taglio.
Il Momento del Taglio: Osservate i tricomi con una lente 60x. – Trasparenti: Immaturi. – Bianco Latte: Picco di THC (effetto psicoattivo/euforico). – Ambrati: Degradazione in CBN (effetto più fisico/sedativo). – Il momento ideale è solitamente un mix di 80% latte e 20% ambra.
Essiccazione: Lenta e al buio, a 18-20°C e 50% umidità per 10-14 giorni. I rami devono spezzarsi con un "crack" netto, non piegarsi. Concia: Conservare i fiori in barattoli di vetro ermetici al buio. Aprire i barattoli ("burping") quotidianamente per 15 minuti nelle prime 2 settimane per ricambiare l'aria e permettere all'umidità interna di ridistribuirsi uniformemente. Questo processo affina il profilo terpenico e stabilizza la potenza.